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Oggi, 9 Novembre 2009, corre il ventennale dell'abbattimento del muro di Berlino. Tutti ormai sanno tutto di quell'evento (tranne Berlusconi e Bondi, che parlano ancora di "blocchi", di comunisti come Bersani, di "impero del male" e di "impero del bene", di "cultura dell'odio" e di "cultura dell'amore", e via minchionando).
No, non vi parlerò del crollo del muro (oggi giornali e le TV saranno pieni di rievocazioni, con l'ausilio di teche ricchissime, di archivi fotografici, di filmati). Vi parlerò di qualcosa di diverso:per flash-back, per istantanee... è passato quasi mezzo secolo da allora. Le foto rimaste sono poche e sbiadite, ma molti ricordi sono nitidi... Vi parlerò di com'era Berlino nel 1960: un anno prima della chiusura di Berlino Est. Forse può risultare più interessante che fare l'ennesima rievocazione della caduta del muro, e della prima Trabant che entrava a Berlino Ovest inquinando quanto venti Mercedes...
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Estate 1960: avevo appena finito l'università. Ad ottobre sarei dovuto partire per Mol (Belgio), per il "Centre d'Etude pour l'Energie Nucléaire". Mi restavano pochi mesi. Non ricordo perchè scelsi di passarli a Berlino. Oltretutto non conoscevo il tedesco, e non avevo inizialmente nessuna voglia di impararlo. Ma tant'è... Parto per Berlino, da Napoli. In autostop (allora si poteva ancora fare). L'autostop dura fino a Roma. Poi faccio due conti: a 230 chilometri al giorno, passerò metà delle vacanze per il viaggio di andata, metà per tornare indietro, e ripartire per il Belgio. Allora salgo su un treno. Destinazione: Monaco di Baviera, dove conto di fermarmi un giorno a salutare una famigliola cha avevo conosciuto a Sorrento qualche settimana prima.
Avete presente come fosse la Germania allora? il confine occidentale della DDR penetrava molto a fondo nella Germania che conosciamo: a Nord fin quasi a Lubecca, a sud fin quasi a Monaco. Berlino era una enclave divisa in due settori, in piena DDR. Fra Italia e DDR non esistevano relazioni diplomatiche. Per andare a Berlino c'era l'aereo (ma per le mie finanze era una cosa proibitiva, o c'era l'autobus di linea, che attraversava, praticamente senza permessi di sosta (solo qualche sosta clandestina e tollerata, per fare pipì nella Foresta Nera), e che doveva rispettare un corridoio e dei tempi di marcia molto rigorosi. Inoltre, era necessario comprare - letteralmente - un visto della DDR, che riempiva una pagina del passaporto, e che creava problemi, al rientro in Italia, con la polizia italiana. Tantè... quando si è giovani...
Come campavamo, a Berlino? prima io ed un gruppetto di amici occasionali siamo stati assunti a termine alla Siemens, per guidare i carrelli elettrici per la movimentazione dei pallets. Siamo stati sbattuti fuori in 48 ore, quando hanno scoperto che passvamo la giornata a fare appassionanti gare a cronometro per i viali dell'immenso stabilimento, con contorno di scommesse... Il giorno dopo eravamo a lavorare in un mega-collegio di Marienfeld - estrema periferia di Berlino - che d'estate diventava Ostello per la Gioventù. Dieci marchi al giorno, più vitto e alloggio.
In questo ostello, con diverse migliaia di posti letto, il nostro compito era quello di smaltare di bianco i letti metallici a castello, in un locale apposito, dove di respirava acqua ragia. Il locale "destinato all'uopo era nel seminterrato, dove c'erano abche le cucine e le mense. Dalle nove di mattina alle 4 di pomeriggio davamo lo smalto bianco ai letti. Non era neanche tanto faticoso. La parte faticosa era portare giù i letti da smaltare, e riportare su - a volte fino al quarto piano - quelli smaltati. Però avevamo trovato la soluzione. Smaltavamo fino a dieci-dodici volte gli stessi letti... Poi, persino i tubi di ferro diventavano burrosi, e allora ci decidevamo a prendere nuovi letti da smaltare...
Il muro non c'era. La divisione fisica fra i due settori sarebbe arrivata solo l'anno dopo. Era una strana città, Berlino... metà in mano alla DDR, ma con controllo militare sovietico, e l'altra metà divisa - ormai solo virtualmente - in tre settori: americano, francese, inglese. Di fatto, i re settori occidentali non esistevano più dal '49. Esistevano solo sul piano amministrativo, ma non se ne accorgeva nessuno.
Fra le due Berlino non esisteva il muro fisico, ma esisteva un muro ancor più feroce, che era tracciato nell'aria, delimitato da qualche cartello, ma che nessuno si sognava di violare. Noi occidentali, con visto DDR sul passaporto, potevamo andare liberamente da un settore all'altro. Prendere il metrò sulla Kunfusterdamm, e scendere a FriedrichStrasse, dall'altra parte. In teoria anche i berlinesi avrebbero potuto farlo, ma non avevano il visto. Così i berlinesi occidentali non andavano dall'altra parte, perchè rischiavano un lungo soggiorno, ospiti della Stasi; gli ost-berliner non lo facevano, perchè una violazione, scoperta durante un controllo a campione, costava anni di galera. Il "confine" era fatto da cartelli stradali, e da una zona cuscinetto di 24 metri. Poi, la DDR, la Stasi.
Chissà che fine avrà fatto Erika, una ragazza che ce l'aveva fatta" a venire da questa parte.. lavorava alla Berliner Bank, ma sua madre era rimasta di la... Una domenica mi ha chiesto di accompagnarla. Aveva ogni domenica un appuntamento con sua madre. Kafkiano. Una da una parte, una dall'altra del "cuscinetto", si scambiavano baci, consigli, lacrime... a 24 metri di distanza, urlando per riuscire a farsi sentire...
Il "confine", anche senza quei cartelli, lo si sarebbe avvertito, nettissimo, dalle case, dai vestiti della gente, dalle facce... Da un lato una nascente opulenza, pochissimi segni della guerra (fra qui, voluto e simbolico, la cattedrale di Kunfuster Damm, affettuosamente chiamato, dai berlinesi, "Ku'damm"... una chiesa ancora oggi lasciata così come le bombe l'avevano ridotta, monumento alla propria follia... Questo rudere spiccava in mezzo agli edifici vetro e acciaio della nuova Berlino che rinasceva. Dall'altra parte, niente rinasceva. La Stalin Allee, la Friederich Strasse... quinte teatrali di un socialismo reale dove non c'era posto per l'immaginazione... Donne vestite di povere cose che andavano in giro con la "sporta", auspicio, più che strumento, di improbabili e fortunosi approvvigionamenti di qualcosa...
Chissà che fine ha fatto Kelly, il mio occasionale amico irlandese, col quale siamo stati "ospiti" per due giorni e una notte di un carcere della Stasi... Le nostre colpe? emergendo un giorno dal metro alla fermata di Friederich Strasse, avevamo visto, accanto ad un piccolo chiosco, una lunga fila di persone. Incuriositi, abbiamo chiesto cosa stesse succedendo. Niente di grandioso. Erano arrivati i fiammiferi "svedesi"... abbiamo fotografato la fila. Siamo finiti dentro. Nessun contatto col mondo esterno. La domenica incombeva. Nessun contatto diplomatico. Nessun capo d'accusa. Siamo stati loro ospiti per 36 ore. Di tanto hanno avuto bisogno per sviluppare le nostre pellicole fotografiche, di fare l'autopsia alle nostre foto, e di mandarci poi via senza una parola, senza né una minaccia, né un sorriso...
Chissà se è ancora vivo, Hans... era il guardiano notturno dell'ostello di Marienfeld. Coprifuoco alle 11 di sera. Dopo quell'ora nessuno poteva entrare o uscire. Noi alle undici di sera iniziavamo a vivere, a Berlino. Al ritorno, verso le due, le tre o le cinque, per rientrare nell'ostello dovevamo fare a cazzotti con Hans. Dovevamo prima scavalcare il muro di cinta dell'ostello, e lui era già dall'altra parte ad attenderci. Era molto scrupoloso, Hans. Scrupoloso e robusto. Ma noi eravamo tanti... tutte le sante notti, prima di concederci il sonno dei giusti, ci toccava dare un fracco di legnate a Hans. Siamo rimasti amici, e per anni ci siamo scritti. Poi, un anno, non ho avuto più risposta...
Le cuoche dell'ostello ci adoravano... Cena alle 17. Non era roba per noi... Sapendolo, questi grassi angeli, di nascosto, mettevano le nostre cene in dei bustoni, e le nascondevano sotto i nostri letti... Che città strana, Berlino... Gente apertissima, curiosa di sapere tutto di noi, ma assolutamente reticente a parlare del loro passato... Eppure, negli anni in cui si scatenava la follia nazifascista, molti di loto non erano ancora nati... Chi invece alla follia aveva preso parte, quasi sempre soffriva o di grandi sensi di colpa, o risolveva questi sensi di colpa con un di più di aggressività nei nostri confronti, eredi di coloro che avevano iniziato la guerra da una parte, e l'avevano finita dall'altra...
Ci sarà ancora, il Breitenbachplatz? Era una "cave" di jazz tradizionale, nella piazza omonima, dove si suonava dell'ottima musica, e dove si facevano incontri di persone molto stimolate e stimolanti. Poche lire per un Cuba Libre, e per fare "acchiappanze" e passare la serata. Poi, l'ultimo metrò, o un taxi in "pool", il ritorno all'ostello, la scazzozzata quotidiana con Hans, e via a dormire quattro o cinque ore... I berlinesi erano assetati di tutto ciò che era mancato loro per anni. Accanto alla Ku'damm c'era un jazz club dove si suonana jazz moderno. Il "Badewanne" (letteralmente, la "vasca da bagno". Forse per le dimensioni, forse per il tasso di umidità o per la temperatura... una sauna, ma si poteva ascoltare forse il miglior jazz d'Europa. Ci sarò ancora, il Badewanne?
Qualche volta, quando volevamo mangiare tanto e bene, senza spendere molto, facevamo una escursione serale in "Ost-Berlin", in quello che una volta era il ristorante della nomenklatura: il "Budapest", tutto boiserie e poltrone in cuoio naturale, grande cucina, grande tristezza... Un marco Ovest ce lo cambiavano con quattro marchi Est. Un buon affare, ma il posto metteva una tristezza infinita... Pochi "privilegiati" (noi) a cenare, e tanti poveracci (soprattutto poliziotti) a tentare di farsi durare una birra per qualche ora... Tanti sguardi astiosi, italiano o inglese o francese parlato a bassa voce, ma il nostro aspetto era inequivocabile...
Cosa sarà diventato, il mitico "Telephon Dancing"? ci avranno fatto un Mac Donald? era un posto incredibile... una mega-balera, dove tutti i tavoli erano circondati da un basso separé in legno alto un metro, e da un lampioncino col numero del tavolo. Ogni "stallo" era dotato di telefono per poter chiamare gli altri tavoli, e... di posta pneumatica, con un intenso traffico di bussolotti che arrivavano da un tavolo all'altro, sparati con violenza inaudita dall'aria compressa attraverso un labirinto di bellissimi tubi in ottone lucidissimo... Sul contenuto dei messaggi che passavano attraverso questi bussolotti, ognuno può esercitare la propria fantasia...
La gente andrà ancora a fare i bagni nel Wannsee? per noi era solo un laghetto, unico ritrovo "balneare" di Berlino,. dove i tedeschi nuotavano, e noi italiani prendevamo il sole col cappotto addosso... L'acqua sarà stata 15 gradi. Oppure quel gelo che ci pemetrava nelle ossa era dovuto all'aver appreso che in una graziosa palazzina sulla riva, nel gennaio '42, 15 alti ufficiali nazisti si erano riuniti per definire i dettagli operativi della "Soluzione Finale" del problema ebraico?
Chissà dove sarò quel professore tedesco razzista, sul cui cranio ho versato un litro di Coca Cola... era il giorno di Berruti, e nei minuti prima della finale, non faceva che tirare per il culo... Poi i blocchi di partenza, la grande curva di Berruti, la vittoria. E' stato in quel momento che ho avuto "l'ispirazione". Un litro di appiccicosa coca sulla testa vuota di un razzista. Non me ne sono mai pentito... In seguito, per ragioni di lavoro, di Livio Berruti sono diventato amico. Una volta mi ha invitato a casa sua, in Piemonte, e gli ho raccontato l'episodio. Ha cercato di conciliare (riuscendovi poco) la voglia di ridere, e la rigida educazione sabauda...
L'ultimo mese di Berlino, colpiti da improvviso benessere, perchè ci avevano aumentato la paga da 10 a 15 marchi, siamo andati ad abitare in una pensioncina di Charlottemburg, una bellissima zona residenziale, dove l'illuminazione delle strade era ancora a gas. Basta scazzottate con Hans, basta "ultimo metrò"...
La penultima sera berlinese siamo tornati in massa al Budapest. Era la prima settimana di un fantastico, tiepido settembre. Chissà perchè... quella sera eravamo felici, e persino la gente di Ost-Berlin mi sembrava meno triste. Ma quella strana sensazione che ho avuto... No, quel posto forse non lo avrei più rivisto...
Meno di un anno dopo, nella settimana di ferragosto del '61, iniziava la costruzione dell'orrendo muro. La stazione del metrò di Postdamer Platz, ora simbolo della modernità della nuova Germania, in gran parte opera di Renzo Piano, veniva murata agli ingressi, e il metrò non vi si fermava più. La mia amica Erika avrà rivisto ancora sua madre, viva?
Ora quel muro non c'è più, da vent'anni (ma a Berlusconi non lo ha ancora detto nessuno). Ora ne sta sorgendo un altro, altrettanto orrendo, che serve a tener fuori i palestinesi dal benessere rubato dagli israeliani. Quando la finiremo, di costruire muri?...
Tafanus
Scritto alle 07:00 nella Popoli e politiche, Tafanus | Permalink | Commenti (7)
UN PICCOLO SFORZO PER UN GRANDE AIUTO
Chi volesse saperne di più sulla dislessia e derivati potrebbe visitare [questo sito].
A tutti un abbraccio riconoscente e grato anche a nome di tutte le mamme e papà che hanno figli dislessici.
Paolo Farinella, prete
Scritto alle 18:03 nella Paolo Farinella, Solidarietà | Permalink | Commenti (12)
Scritto alle 17:00 nella Off Topics | Permalink | Commenti (25)
[di Maria Zegarelli - l'Unità]
ULTIM'ORA: Intanto il TgTre delle 19 ci mostra il documento col quale secondo Angelino Alfano, Stefano avrebbe richiesto che i familiari non fossero informati delle sue condizioni di salute. In effetti il documento citato esiste. Il piccolo particolare, però, è che questo documento non è firmato da nessuno: né dai sanitari, né da Stefano Cucchi. Per il resto, il documento è proprio come lo descrive Angelino Alfano... Ma ecco cosa aveva dichiarato "Angelino" Alfano in parlamento:
Alfano: non volle dare sue notizie ai parenti. Il ministro ha detto durante la sua informativa che Stefano Cucchi «ha manifestato ai sanitari la volontà di non rilasciare notizie sul suo stato di salute ai genitori. In base alle notizie che mi sono state comunicate dall'amministrazione penitenziaria i familiari di Cucchi per due volte si sono recati presso la struttura penitenziaria dell'ospedale Sandro Pertini» per parlare con il giovane. Ma in entrambe le occasioni, «è stata rappresentata loro la necessità di munirsi di permesso di colloquio». Quanto al «diniego» sempre opposto ai familiari di incontrare i sanitari per avere informazioni sullo stato di salute del giovane, Alfano ha spiegato che «si è data applicazione all'accordo esistente con la Asl di Roma secondo cui nessuna informazione può essere data ai familiari senza l'autorizzazione del magistrato. Questo divieto può essere superato dall'autorizzazione firmata dal detenuto. Ma - ha aggiunto Alfano, citando informazioni pervenute dal ministero della Salute - da quanto si evince dalla documentazione Stefano Cucchi ha firmato per non autorizzare alla diffusione le informazioni sulle sue condizioni di salute ai familiari».
...informiamo Angelino Alfano, ex segretario di Berlusconi, ministro, che dal documento mostrato dal TgTre si evince che Stefano Cucchi non ha firmato un c.... Tafanus
Scritto alle 07:00 nella Città Sicure, Giustizia, Impresentabili, Politica, Tafanus | Permalink | Commenti (15)
Tag Technorati: alfano, la russa, maroni, stefano cucchi, tafanus
PRIMA PARTE
Oh, se ne vedono e sentono cose in queste serate al TG1 che voi
italiani non potreste nemmeno immaginare. Flaconi di Amuchina ammucchiati sui bastioni
delle farmacie, ragazzini in fiamme per la febbre nelle astanterie degli
ospedali; poveri innocenti impuberi usati come testimonials involontari ed
occulti di noti antipiretici che cominciano per Tachi e finiscono per
pirina.Gravidanza e allattamento: Informi il medico in caso sospetti di
essere incinta o programmi una gravidanza. Deve consultare il medico
relativamente alla possibilità di ricevere Focetria.
Il vaccino può essere
usato durante l’allattamento.
Vasculite (infiammazione dei vasi sanguigni che può causare eruzioni cutanee, dolori alle articolazioni e problemi renali), disturbi neurologici, come encefalomielite (infiammazione del sistema nervoso centrale), neurite (infiammazione dei nervi) e una forma di paralisi nota come sindrome di Guillain-Barré.
Insomma, è sicuro un vaccino realizzato in così breve tempo ed in assenza di studi di follow-up, quelli che evidenziano eventuali tossicità a medio e lungo termine? Non lo sappiamo perchè le autorizzazioni per la messa sul mercato di questo e degli altri vaccini contro l'H1N1 sono state rilasciate un po' troppo alla svelta, secondo alcuni.Scritto alle 19:00 nella Lameduck, Politica, Scienza | Permalink | Commenti (13)
Scritto alle 18:00 nella Lameduck, Politica, Scienza | Permalink | Commenti (4)
Scritto alle 10:00 nella Sport | Permalink | Commenti (1)
Tag Technorati: errani, farina, fedcup, garbin, pennetta, santangelo, schiavone, vinci
Scritto alle 18:29 nella Fronte del Porco, Politica, Satira | Permalink | Commenti (6)
Scritto alle 15:30 nella Off Topics | Permalink | Commenti (56)
«C’è già la legge che li assegna, manca solo la delibera del Cipe, che arriverà a settimane».” Oggi, a nome del governo parla Gianni Letta parla Gianni Letta che ci comunica allegramente che i soldi per questo giochino arriveranno a fine crisi. Che per il presidente del consiglio sarebbe già abbondantemente finita, me evidentemente non per questo orpello considerato sostanzialmente inutile. O forse nocivo… Vediamo un po’ perché.
1)
Il trend di crescita del fatturato pubblicitario su internet è il
maggiore registrato negli ultimi cinque anni. (vedi [Trend.online], [Prima.online] e [Affari Italian] ) e l’efficienza in termini di rendering della comunicazione è il migliore di
tutti i mezzi pubblicitari. Si calcola che nel giro di tre anni il fatturato
pubblicitario relativo ad internet sarà il maggiore di tutti gli altri mezzi,
televisione inclusa.
2) Da uno studio della comunità europea, realizzato in parallelo con
il governo degli Stati Uniti (Government Zdnet) emerge una sentita preoccupazione per la sostanziale incontrollabilità delle
notizie sulla rete. Per contro, la stessa comunità Europea sottolinea che un
eccessivo controllo da parte di un governo della rete sia potenzialmente
disastroso (Fox News). Resta pacifico che l’accesso da parte dei cittadini alla rete, uno strumento
che permette senza difficoltà di pubblicare i propri punti di vista con
strumenti come Blog e Social forums è potenzialmente devastante in una società
(particolarmente quella Italiana) dove la base del potere è fornita dall’unico
media veramente onnipresente, la televisione.
3) Da parte dei governi la questione di mettere un bavaglio alla rete è centrale: si vedano [The Guardian] e [Bruno Saetta]. Il motivo di questa esigenza naturalmente non è quello di poter evitare la presenza di cyberterroristi che rubacchiano qualche password ma di evitare la pubblicazione di documenti che risultano imbarazzanti (vedasi le immagini relative ai morti ed ai bambini deformi successivi ai bombardamenti dei territori Palestinesi o di Falluja [The Nation], [RaiNews24], [Youtube], [Arianna Editrice].
LO Lo stesso Tafanus è, indipendentemente dalle sue dimensioni, un elemento di disturbo per un governo che gestisce il consenso sulla base dell’informazione pilotata: in effetti risulta divertente osservare la Gialappa’s band che pende in giro ragazzi che vogliono andare in televisione al grande fratello, ma il side effect terrorizzante è che questi poveracci non si sono nemmeno accorti di avere il cervello in piega: Panem et circenses [Giovenale - Satire]; [Wikipedia: Panem et circenses].
Ritenete sia cambiato qualcosa ? Beh, godetevi questa commedia di Petrolini del 1917… [Tiscali.it - Panem et Circenses] Riporto, giusto per divertimento, questa parte della commedia “NERONE: Lo vedi all'ultimo come è il popolo? Quando si abitua a dire che sei bravo, pure che non fai gnente, sei sempre bravo! Guarda (ripete il gesto senza dire la parola). VOCE (d. d.): Brrrrrr... NERONE: Domani... Domani... Domani... quanti ne abbiamo... Domani ne abbiamo... saranno fatte grandi distribuzioni di vino, di olio, di pane e di sesterzi... Panem et circentibus... VOCE (d. d.): Panem et circenses! NERONE: Cacchibus... C'è uno che parla bergamasco... Eccomi a voi tutto d'un pezzo... Io vi darò tutto, basta che non domandate nulla! Il momento è difficile, l'ora è suprema, l'affare s'ingrossa e... e chi la fa l'aspetta! Ed ora, ed ora vattene, diletta ciurmaglia!” Tutto ciò vi ricorda nulla ?
4) Alle volte è poco chiaro, ma per navigare una delle necessità basilari è un minimo di comprensione dell’inglese. Ora, lasciamo pure perdere le tre famose “I”, ma è comprovato da svariati studi (per esempio [Europa-Languages], [Europa ABC], [Living knowledge], che una competenza linguistica porta ad un parallelo fra stati permettendo una più semplice comprensione dei livelli di vita delle popolazioni in nstati diversi dal nostro. Altro che “in Italia si sta meglio che dalle altre parti”, è meglio evitare scomodi paragoni con i livelli di civiltà di alcune nazioni cosiddette “in via di sviluppo”…
In altri termini, il vero problema è, come al solito, la cultura. Meno ce n’è in circolazione e più facile gestire il popolino: internet non si sposa bene con il grande fratello o con “Amici”… Ricordate una frase di Andrea Pazienza “...Oh, dio, proteggi i parrucchieri e fai sparire i professori universitari, perché sono meglio i capelli in piega che le teste…”A pensar male…
Alessandro Cariani
Scritto alle 14:30 nella Alex Cariani, Media , Politica | Permalink | Commenti (6)
Elisa Merlo
Renato Pierri
Francesca Ribeiro
Miriam Della Croce
Scritto alle 01:00 nella La Posta | Permalink | Commenti (3)
Non nelle aule del
tribunale, là dove spesso vengono condannati gli innocenti ed assolti i
delinquenti; né sulle vette dei monti e delle colline, deturpate dalla bulimia
vorace di impresari senza scrupoli e amministratori conniventi; e nemmeno nelle
aule scolastiche, là dove spesso si ricicla una cultura intrisa di violenza e di
soprusi. No! L’unico luogo in cui degnamente può stare una croce è un non luogo:
è la coscienza del credente, là dove nascono e maturano quei comportamenti che
fanno del cristiano, questo sì, il vero segno della di Lui presenza.
Lamentiamo e protestiamo contro quello che nei secoli è stato un vero e proprio trasloco abusivo da una testimonianza esistenziale interiore ad una invadenza superficiale esteriore. Una croce ridotta a simbolo culturale costituisce, per la sensibilità del credente, una profanazione di svuotamento; mentre per molti politici ed altrettanti ecclesiastici diventa moneta di scambio per il consolidamento del loro potere. Simbolo equivoco è diventata questa croce trasformata in spada, che invece di unire divide e che invece di proporsi si impone.
Aldo Antonelli
Scritto alle 22:31 nella Aldo Antonelli, Politica, Religioni | Permalink | Commenti (15)
Scritto alle 18:11 nella Barbara X, Razzismo, Società e costume | Permalink | Commenti (3)
Scritto alle 21:00 nella Città Sicure, Impresentabili, Razzismo, Tafanus | Permalink | Commenti (17)
Credo sia giusto che l'immagine
atroce di Stefano Cucchi sul telo azzurro dell'obitorio stia perseguitando i
nostri sogni e risulti sconvolgente anche per chi è abituato a guardare ogni
giorno in faccia le conseguenze della morte.Scritto alle 16:49 nella Giustizia, Lameduck | Permalink | Commenti (3)
Dobbiamo pertanto essere grati alla New York University, che ha organizzato un convegno sulla condizione delle donne nel mondo, e a Tina Brown, ex direttrice di Vanity Fair e del New Yorker, che ha definito il rapporto fra Berlusconi e le donne "preistorico". Lo stesso rapporto e lo stesso rispetto per le donne che, mutata l'entità dei regalini, ricorda il mitico viaggio "da rimorchio" di Verdone nel film Un sacco bello, quando parte per la Polonia con la valigia piena di penne biro e calze di nylon. Altro stile, rispetto a farfalline, tartarughine e passerine... Per il resto, tutto uguale. Con qualche attenuante culturale in più per il coatto interpretato da Verdone.
Ecco uno stralcio dell'intervista rilasciata da Tina Brown a Laura Montanari di [Repubblica del 3 Novembre]
Scritto alle 14:00 nella Fronte del Porco, Impresentabili, Politica, Società e costume | Permalink | Commenti (8)
Scritto alle 08:00 nella Off Topics | Permalink | Commenti (25)
Scritto alle 13:00 nella Politica, Tafanus | Permalink | Commenti (23)
Tag Technorati: bersani, franceschini, primarie, rutelli, tafanus
Scritto alle 08:00 nella Off Topics | Permalink | Commenti (24)
Scritto alle 21:11 nella Barbara X, Don Giorgio De Capitani, Giustizia, Impresentabili, Razzismo, Società e costume | Permalink | Commenti (6)
Tag Technorati: Barbara X, Berlusconi, Marrazzo, Sara, trans
Scritto alle 16:19 nella Impresentabili, Media , Politica | Permalink | Commenti (12)
Tag Technorati: ballarò, berlusconi, interventi in diretta, porta a porta, rai
Piccolo cappello introduttivo, solo un cappellino con veletta. Il
prof.
Yehuda Bauer, preoccupato per una nuova ondata di antisemitismo provocata
dalla visione cinematografica di un plotone di ebrei spaccateste molto
vendicativi e molto molto incazzati si sbagliava.Scritto alle 12:00 | Permalink | Commenti (22)
Scritto alle 08:00 nella Off Topics | Permalink | Commenti (20)
La strana asta del video rubato
Tutto qui? No. Vediamo, nella ricostruzione del Corsera, le "strane cronologie" della famiglia Berlusconi
"...mentre i tre carabinieri si muovono, il fotografo Max Scarfone fa salire il livello degli interlocutori affidando il negoziato all’agenzia Photo Masi. Le regole per veicolare materiale delicato le conosce bene, visto che due anni fa fu proprio lui a immortalare Silvio Sircana, il portavoce del governo Prodi, mentre si accostava con la macchina a un transessuale in un viale alberato di Roma. Tentano con il settimanale della Rcs Oggi , ma dopo aver mandato il giornalista Sulas a visionare il video, il direttore Andrea Monti dichiara di non essere interessato. Ben diversa è la procedura con Mondadori, visto che il 5 ottobre Alfonso Signorini ne ottiene una copia. «Non avevo alcuna intenzione di pubblicarlo», dichiara quando la storia diventa nota. Ma, nonostante questo, non ha ritenuto di doverlo restituire a chi lo gestiva in esclusiva. Anzi.
Ne parla subito con Marina Berlusconi e con lo stesso presidente del Consiglio, al quale lo porta in visione. Poi lo veicola all’interno del gruppo editoriale, ma non solo. Per il 12 ottobre procura un appuntamento al nuovo direttore di Libero Maurizio Belpietro che lo visionerà negli uffici della Photo Masi. Lo stesso accade due giorni dopo — 14 ottobre — con Gianpaolo Angelucci, l’imprenditore della sanità ed editore di Libero e del Riformista. Il diretto interessato smentisce di aver guardato il filmato, ma è Carmen Pizzuti, la titolare dell’agenzia, a rivelare i dettagli di quell’incontro, specificando che «Angelucci si mostrò interessato e disse che mi avrebbe dato una risposta entro le 19».
Chi mente e perché? Racconta Pizzuti: «Quello stesso 14 ottobre Signorini mi chiamò e mi disse di fermare tutte le trattative perché Panorama era molto interessato e dovevano decidere chi doveva pubblicare tutto». Adesso bisogna capire che cosa accadde nei cinque giorni successivi. Perché il 19 ottobre è lo stesso Berlusconi ad avvisare Marrazzo dell’esistenza del video. FATTI I CONTI? Sono trascorse due settimane da quando il suo gruppo editoriale lo ha avuto in consegna. Perché ha aspettato tutto questo tempo? Il presidente del Consiglio ha detto pubblicamente di aver fornito a Marrazzo i contatti per trovare un accordo con l’agenzia.
Il governatore racconta un’altra storia: «Silvio Berlusconi mi ha telefonato per comunicarmi di aver saputo che negli ambienti editoriali milanesi girava voce che ci fossero foto compromettenti che mi riguardavano. (..."quelle finesse"... "foto", non "filmati"... "Giravano", e non "...ho visto, tenuto, trattato il materiale per due settimane...NdR) Io ho subito ripensato all’episodio accaduto nei primi di luglio e ho cercato tramite i miei collaboratori dell’ufficio stampa di saperne di più. È così che mi è stato dato il numero di telefono dell’agenzia che sembrava interessata alla commercializzazione delle presunte foto che mi riguardavano». Pizzuti lo smentisce: «Il 19 ottobre Signorini mi ha telefonato dicendomi che mi avrebbe chiamato Marrazzo perché la cosa, per ovvi motivi, interessava direttamente lui. Infatti il 19 ottobre, tra le 15.00 e le 15.30, mi contattava sul mio cellulare una voce maschile che si presentava come Piero Marrazzo». Se anche fosse riuscito ad acquistare quel materiale, come poteva sperare il Governatore che il segreto fosse mantenuto per sempre? Sono tutte queste domande, tutti i misteri ancora aperti, a dimostrare come siano i risvolti politici ad intrecciarsi con un’inchiesta giudiziaria che potrà accertare la verità soltanto chiarendo le diverse versioni fornite dai protagonisti.
Scritto alle 07:00 nella Giustizia, Impresentabili, Società e costume | Permalink | Commenti (7)
Tag Technorati: angelucci, belpietro, marina berlusconi, marrazzo, ricatto, signorini
Scritto alle 17:00 nella Off Topics | Permalink | Commenti (20)
Scritto alle 15:43 nella Isabella De Martini, Società e costume | Permalink | Commenti (23)
Vediamo allora di scrivere qualche riga non fuori posto, ma forse utile a capire qualcosa di più.
Scritto alle 16:00 nella Giustizia, Impresentabili, Politica, Razzismo | Permalink | Commenti (25)
Tag Technorati: cossiga, gasparri, gilioli, protosardo, viados
Anche spiritoso, chi l'avrebbe mai detto?Scajola si stava intrattenendo con alcuni operai quando è stato contestato da uno di questi. «Tanto sappiamo come finisce - ha inveito il dipendente - che voi politici vi arricchite e che gli imprenditori si arricchiscono». «Perchè generalizza?», è stata risposta del ministro.- «Perchè tutti? È come se io dicessi che sono tutti stronzi come lei. Ma non lo dirò».
Scritto alle 12:00 nella Città Sicure, Giustizia, Impresentabili, Politica, Razzismo | Permalink | Commenti (7)
Tag Technorati: aldrovandi, cucchi, giuliani, la russa, polizia violenta
Caro Antonio,
ti allego l'intero carteggio. Fanne l'uso che credi.
Paolo Farinella
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Caro Paolo,
ho caricato sul blog il carteggio, che chiunque può scaricare o da [questo link], oppure dalla colonna laterale del blog, dal gruppo "LINKS UTILI", sotto il titolo "Carteggio Farinella - Bagnasco - Bertone". Un abbraccio
Antonio
Scritto alle 11:00 nella Paolo Farinella | Permalink | Commenti (0)
C’erano una volta le Iene, un gruppo di ragazzacci che osava ridere in faccia a Berlusconi, mostrare il razzismo della Lega e sbeffeggiare le leggi ad personam. C’erano, ma non ci sono più. Oggi la trasmissione diretta da Davide Parenti, coautore con Antonio Ricci degli show-cult degli anni 80, è solo l’ombra del suo passato. È in crisi di ascolti, di creatività.
Scritto alle 22:21 nella Media , Politica | Permalink | Commenti (8)


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